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La lista continuava a lungo. Ma cosa ci ha portato a identificare e
a definire un’applicazione "Web 1.0" e l’altra "Web 2.0"? (Porsi la
questione è particolarmente urgente perchè il termine Web 2.0 è
diventato così diffuso che le società ora lo stanno utilizzando un po'
a sproposito, senza comprenderne effettivamente il significato. La
domanda è particolarmente difficile in quanto molti di queste startup
che si circondano di paroloni, sono decisamente non Web 2.0,
mentre alcune delle applicazioni che abbiamo identificato come Web 2.0,
quali Napster e BitTorrent, non sono propriamente applicazioni per il
web!). Abbiamo provato a sbrogliare i principi che si sono dimostrati
alla base, in un modo o in un altro, delle storie di successo del web
1.0 e delle più interessanti tra le nuove applicazioni. Il Web Come PiattaformaCome molti concetti importanti, il Web 2.0 non ha confini rigidi, ma un’anima gravitazionale. Potete visualizzare il Web 2.0 come un insieme di principi e di procedure che collegano un autentico sistema solare di siti che dimostrano in toto o in parte di questi principi, a una distanza variabile dal centro stesso.
Per esempio, nella prima conferenza sul tema Web 2.0, nell’ottobre 2004, John Battelle e io, nel nostro discorso di apertura, abbiamo elencato una serie di principi preliminari. Il primo di questi principi fu "Il web come piattaforma". Però, quello era anche il grido di guerra dell’eroe del Web 1.0, Netscape, che crollò in fiamme dopo una battaglia sanguinosa con Microsoft. Inoltre, due dei nostri esemplari iniziali del Web 1.0, DoubleClick e Akamai, erano entrambi dei pionieri nel trattare il web come una piattaforma. La gente spesso non pensa ad esso come “web service”, ma in effetti, l’ad serving fu il primo web service ampiamente diffuso e il primo "mashup" (per usare un altro termine molto utilizzato negli ultimi periodi). Ogni banner pubblicitario è erogato in maniera trasparente da due siti web, che forniscono un’unica pagina all’utente. Anche Akamai tratta il network come una piattaforma e, a un livello più profondo dello stack, costruisce una cache trasparente e una rete di distribuzione dei contenuti che semplifica le dinamiche di congestione della banda. Nonostante tutto, questi pionieri hanno fornito utili contrasti, grazie ai quali chi è arrivato successivamente, hanno sviluppato la loro soluzione allo stesso problema, comprendendo qualcosa di più profondo circa la natura della nuova piattaforma. Sia DoubleClick, sia Akamai furono pionieri del Web 2.0, e quindi possiamo anche vedere come possa essere possibile realizzare la maggior parte delle possibilità abbracciando gli ulteriori design patterns del Web 2.0. Approfondiamo per un momento ognuno di questi tre casi, cercando di analizzare alcuni degli elementi essenziali di differenza. Netscape vs. GoogleSe Netscape era l’archetipo del Web 1.0, Google è certamente l’archetipo del Web 2.0, non fosse altro che per il fatto che le loro rispettive IPO hanno definito gli eventi di ciascuna era. Quindi, iniziamo una comparazione tra queste due società e il loro posizionamento. Netscape diede forma al “web come piattaforma” nei termini del vecchio paradigma dei software: tra i prodotti, il loro fiore all’occhiello era il browser web, un’applicazione desktop, e la loro strategia era quella di usare il loro predominio nel mercato dei browser per stabilire un mercato di prodotti server di fascia alta. Il controllo sugli standard relativi alla visualizzazione dei contenuti e delle applicazioni nel browser avrebbero dovuto, in teoria, dare a Netscape il tipo di potere di mercato goduto da Microsoft nel mercato dei PC. Così come "carrozza senza cavalli" identificava l’automobile per estensione del concetto più familiare di carrozza, Netscape promosse un "webtop" in sostituzione del desktop, e programmò di popolare quel webtop con aggiornamenti di informazioni e applet, inseriti sul webtop dai fornitori di informazioni che avrebbero acquistato i server di Netscape. Alla fine, sia i web browser, sia i web server si dimostrarono commodities, mentre crebbe il valore dei servizi forniti su piattaforma web. Google, invece, iniziò la sua vita come un’applicazione web nativa, mai concepita come un pacchetto in vendita, ma fornita come servizio, con i clienti che pagavano, direttamente o indirettamente, per l’uso di quel servizio. Nessuna delle infrastrutture della vecchia industria del software era presente. Nessuna release di software programmata, ma solo miglioramenti continui. Nessuna licenza o vendita, solo utilizzo. Nessun porting su piattaforme diverse affinchè i clienti potessero utilizzare il software sulle proprie macchine, solo un’enorme collezione scalabile di PC, ormai commodity, funzionante con sistemi operativi open source oltre ad applicazioni e utility locali che nessuno al di fuori della società potrà mai vedere. Google richiede una competenza che Netscape non ha mai richiesto: la gestione dei database. Google non è semplicemente un insieme di strumenti di software, ma è un database specializzato. Senza i dati, gli strumenti sono inutili; senza il software, i dati non possono essere gestiti. Le licenze software e il controllo delle API—la leva di potere nell’era precedente–sono irrilevanti perchè il software non avrà mai bisogno di essere distribuito, ma solo utilizzato anche perché senza l’abilità di raccogliere e gestire i dati, il software serve a poco. Infatti, il valore del software è proporzionale alla scala e al dinamismo dei dati che esso aiuta a gestire. Il servizio di Google non è un server—sebbene sia erogato tramite un’immensa rete di server internet –nè un browser—sebbene sia percepito dall’utilizzatore all’interno del browser. Né il suo eccellente servizio di ricerca ospita i contenuti che consente di trovare ai suoi utenti. Analogamente a una telefonata, che non avviene solo ai capi dei due telefoni coinvolti, ma anche sulla rete tra i punti, Google si trova nello spazio tra il browser e il motore di ricerca e il server di destinazione dei contenuti, come uno strumento o un intermediario tra l’utilizzatore e la sua esperienza online. Sebbene sia Netscape che Google possano essere descritte come società di software, è chiaro che Netscape apparteneva allo stesso mondo del software cui appartengono Lotus, Microsoft, Oracle, SAP, e altre società che iniziarono la loro attività nel corso della rivoluzione del software degli anni 80, mentre Google è piu’ simile alle applicazioni internet quali eBay, Amazon, Napster, e si, DoubleClick e Akamai.
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