PASSIVO DELLO STATO PATRIMONIALE: RISERVE UTILE O PERDITE
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Riserve da sovrapprezzo azioni. È costituita dalla differenza tra il prezzo di emissione delle azioni e il loro valore nominale.
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Riserve di rivalutazione. Sono la contropartita diretta (senza transitare da conto economico) di rivalutazioni delle attività patrimoniali effettuate in base a leggi speciali (legge 11/02/52 N.74, legge 2/12/75 N.576, legge 19/03/83 N.72, legge 29/12/90 N.408, legge 30/12/91 N. 413).
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Riserva legale. Viene prelevata dall'utile netto annuale, in sede di approvazione, nella misura del 5% e sino al raggiungimento dei 20% del capitale sociale. In caso di copertura di perdite di esercizio può essere utilizzata, ma deve essere sempre reintegrata.
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Riserva per azioni proprie in portafoglio. Deve essere costituita a fronte dell'importo delle azioni proprie possedute dalla società e iscritte al costo di acquisto nell'attivo dello stato patrimoniale. Essa è indisponibile sino a quando le azioni proprie rimangono nel portafoglio della società.
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Riserve statutarie. Sono formate da prelievi dall'utile netto annuale effettuati in osservanza di norme statutarie in sede di approvazione del bilancio.
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Altre riserve. Devono essere elencate distintamente le singole riserve che possono essere riserve facoltative, riserve per versamenti soci in conto capitale, riserve previste da altre norme del Codice civile e riserve di origine fiscale.
Le riserve per versamenti soci in conto capitale sono costituite dalle diverse forme di versamenti effettuati dai soci senza vincolo di restituzione da parte dell'impresa. Tali riserve possono essere finalizzate a: incrementare i mezzi propri dell'impresa senza modificare la composizione del capitale sociale, ripianare perdite e sottoscrivere futuri aumenti di capitale.
Le riserve previste da altre norme del Codice civile possono riguardare le riserve non distribuibili per eventuali utili conseguenti all'effettuazione di deroghe alle norme di legge finalizzate all'ottenimento del quadro fedele, riserve in cui debbano essere iscritti i maggiori valori derivanti dalla valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto, eccetera.
Le riserve di origine fiscale comprendono le poste con natura d'accantonamenti di utili derivanti dall'applicazione di norme agevolative fiscali (ad esempio gli ammortamenti anticipati). Sono ascrivibili in questo aggregato i contributi in conto capitale accantonati ai sensi dell’ art 55 DPR 917/86.
Utili (perdite) portati a nuovo. Rappresentano l'«avanzo utili» che emerge dall'utile dell'esercizio precedente dopo il riparto approvato dall'assemblea dei soci, ovvero perdite di esercizi precedenti non ripianate.
Utile (perdita) d'esercizio. Rappresenta il risultato positivo della gestione dell'esercizio, mentre la «perdita d'esercizio» rappresenta il risultato negativo. La voce deve esplicitamente evidenziare la copertura di perdite dell'esercizio effettuata nel corso dell'anno
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